Compendio di notizie di storia naturale

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Compendio di notizie di Storia Naturale
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L’Asino

ualcheduno esclamerà forse; come! voi metterete l’Asino nel primo luogo degli Animali? Risponderò, che l’ordine alfabetico così richiede, e sappiate inoltre, o buoni ragazzi, che se si mettesse nel posto che assegnato gli viene dalla sua utilità, si troverebbe esser egli il terzo o quarto Animale de’nostri climi!

Non è dotato, è vero, della bellezza e del coraggio del Cavallo; ma è sobrio, paziente nella fatica; il suo piede è sicuro, e cammina senza inciampare ne’vicoli i più stretti e malagevoli; porta dei carichi assai pesanti, e in diversi paesi serve ancora all’agricoltura.

Mulo e Bardato

L’animale che si chiama Mulo, proviene dall’accoppiamento di un Asino, e di una Cavalla o Giumenta.

Si nomina inoltre Bardato, o piccolo mulo, l’animale che nasce dal Cavallo e dall’Asina.

Si nutre di piante spinose e di una nessuna utilità;  e il latte d’Asina è facile a digerirsi, ed è eccellente per le persone debilitate come sostituto anche del latte materno.

Con la pelle, se ve ne è di bisogno, si possono fare delle scarpe; ma serve ordinariamente a fare de’tamburi.

La ‘voce’ dell’asino (raglio) è assai spiacevole, ed ha non poco contribuito a dargli la riputazione di stupido. Nondimeno sonosi veduti a Parigi degli asini molto intelligenti, e che col mezzo di alcuni segni facevano i medesimi giuochi, che i ciarlatani fanno eseguire a’cavalli addestrati.

Non si dice mai, che l’asino grida, ma che raglia.

Ma quello che toglie un vero pregio alle buone qualità dell’asino, si è che è ostinato, o quel che si chiama volgarmente, cocciuto. E’ noto che un difetto di tal natura, tanto tra gli animali che tra gli uomini, deturpa non poco le qualità più distinte.

Il Bove

l Bove non è altro che il Toro a cui sono tolti i mezzi di riprodursi, e che mediante tale operazione diviene più agevole a domarsi, e più adattato ai lavori della campagna. 

La femmina di questo animale è detta Vacca, mentre il figlio della vacca è detto Vitello ed è utile sia per la sua carne delicata che per il cuojo eccellente.

Il Leone

uest’animale fiero e terribile, abita specialmente nei climi caldi e nei deserti dell’Asia, e dell’Africa è dove s’incontrano i più feroci, e che, poco assuefatti a vedere gli uomini, gli attaccano con grand’audacia, e sprezzano qualunque pericolo.

Basta il vedere un Leone per farsi un’idea della sua forza, e della sua intrepidezza. Ha qualche cosa d’imponente nella figura, di terribile negli sguardi, e di fiero nel suo portamento.

Il suo, che chiamasi ruggito, si fa intendere ben lungi, e getta lo spavento tra i viaggiatori e gli animali.

Si nutre di carne; e siccome aggiunge la destrezza, e l’agilità al vigore, ha l’aspetto più spaventevole, ed è anche il più pericoloso di tutti i grandi Quadrupedi.

Il Leone, in caso di schiavitù, si affeziona spesso ad un animale più debole e timido. Ne ho veduto uno che, essendo educato fin dalla tenera infanzia nel giogo insieme ad un cane da bracco, alla morte di questo poco mancò ch’egli pure non morisse. Il Cane era divenuto il suo compagno di schiavitù e suo amico; il Leone divideva con lui il proprio nutrimento, sopportando i suoi piccoli difetti. La dolcezza e la bontà hanno gran forza sugli esseri, anche i più feroci.

Il canto e il mantello

iversamente de’ quadrupedi, molti uccelli hanno una voce piacevole e più adattata alle dolci modulazioni. Ma il maschio solo gode di sì bella facoltà; e la femmina non ha che un canto particolare, vale a dire una specie di chiamata, che si può riguardare come un linguaggio.

Questi animali cangiano ogni anno le piume, e di solito tal variazione ha luogo sulla fine dell’estate o nell’autunno. Vi sono delle  penne che si rinnovano interamente, altri non ne perdono che una parte e durante questo tempo non covano, e soffrono di una specie di mal’umore, che degenera qualche volta in una vera malattia.

I disegni formati da simili gradazioni, sono di una regolarità stupenda, e l’arte più sopraffina de’ pittori arriva a gran fatica a delineare ricchezza di un abbigliamento, di cui i suddetti animali pare che qualche volta s’insuperbiscano.

Ma gli uccelli sono particolarmente pregevoli per la bellezza e la varietà del loro mantello. Diversi spiegano i più bei colori d’oro, d’argento, e di azzurro, che ci fanno ammirare una folla di gradazioni che si cangiano, secondo che la luce ne illumina le penne in diversi luoghi.

Il Pappagallo

I pappagalli si conoscono per il loro becco assai grosso, e la cui parte superiore che è mobile ricopre l’altra.

La loro lingua è grossa e carnosa, e si pensa che la conformazione di becco e lingua siano in parte il motivo del talento singolare dell’animale d’imitare la voce umana ed il fischio di tutti gli altri Uccelli.

Impiegano molta cautela per mettere i loro nidi al coperto degli attacchi de’nemici esterni; e se ne vedono ancora di quelli che loro danno la forma di palloni in mezzo a quali vi fanno un’apertura. Quindi gli sospendono alla cima de’rami  più deboli degli alberi in modo che non possano essere offesi da’serpenti.

Lo Struzzo

‘ il più grande di tutti gli Uccelli, mentre ve ne sono di quelli che hanno 18 piedi di altezza. Quest’uccello che senza esser malvagio è voracissimo, inghiotte tutto quello che trova e riempie il suo stomaco di granaglie , frutti, pietre, ed anche pezzi di metallo; e sebbene digerisce facilmente le cose più dure, è però falso che digerisca il ferro.

La di lui somma voracità può provenire dall’esser privo de’sensi delicati del gusto e dell’odorato.

La forma stessa delle sue penne si oppone alla possibilità di volare: ma siccome è fornito di gambe assai forti e lunghe, corre con una grandissima velocità e, sovente, dicesi  più veloce di un buon cavallo!

Abitando nelle più calde regioni dell’Africa e dell’Asia, la femmina non cova quasi punto le sue uova, e si contenta di coprirle con un pò di sabbia, giacché il calore del sole a quei climi basata qualche volta per fare uscir fuori i piccoli struzzetti.

La caccia degli struzzi si esegue, a volte, mettendo in opra un’astuzia molto singolare. Uno si veste con una pelle di struzzo, la quale è ugualmente folta di quella dell’Agnello, lasciandovi sopra tutte le penne, e nascondendo le braccia sotto le ali. A poco a poco si cerca di appressarsi alle loro truppe e sempre si giunge a prenderne qualcheduno.

Le penne di struzzo s’impiegano a moltissimi usi; e quelle dei maschi sono specialmente stimate, soprattutto quando sono strappate dal dorso dell’uccello vivente, e delle pià lunghe e folte si formano de’ pennacchj: si possono tingere di varj colori; e la lanugine  della testa e del collo che rassomiglia al pelo, e buona da impiegarsi nell a frabbrica de’ cappelli.

L’Entomologia

ntomologia è il nome della scienza che si occupa dello studio degli insetti.

Gli insetti separati in tre parti, sono in grandissimo numero: la prima parte è la Testa, la seconda – che ha differenti forme alle quali sono attaccati i piedi e le ali – si nomina Corsaletto, la terza che pende all’interno è l’Addome, ossia il corpo.

La maggior parte hanno pure un organo particolare, che è loro della maggiore utilità, col quale toccano i corpi, come noi facciamo colle mani, ed a cui si da il nome di antenne, essendo sempre mobili con la forma di lunghi gambetti.

Le cure che le femmine si danno per depositare le loro uova, non sono meno ammirabili, tanto più che ogni classe si sceglie un nido differente secondo i propri gusti e costumi. Vi sono delle femmine che le depongono sull’acqua ed altre in seno alla terra, sotto la scorza degli alberi, in una foglia che esse avvolgono, o in un bozzolo di seta da esse filata.

Metamorfosi

La metamorfosi sono gli stati attraverso quali gl’insetti alati devono passare prima di giungere alla loro total perfezione.

Nell’istesso modo che vedesi un uomo che va al ballo mascherato in bizzarre guise, e tornato fuori vi rientra involto in un lungo sacco, che gli nasconde tutta la figura, ne esce bel nuovo e vi comparisce con l’abito più brillante, il che fa si che egli non viene conosciuto da alcuno.

La Mosca

Sono questi gli insetti più comuni, e per questo motivo i più incomodi dei nostri climi. Se ne conta un infinito numero di specie, e i Naturalisti hanno loro generalmente conservati i nomi dati dal volgo  ne’luoghi ove si aggirano. In tal modo dicesi esservi la Mosca delle case, quella delle finestre, quella dell’uva spina, quella della carne, degli escrementi, la Mosca verde, la Mosca-ubriaca, e la Mosca Odorosa.

L’organo più notabile in questi insetti si è la loro tromba carnosa, di cui si servono con molta destrezza e la nascondono sotto un piccolo incavo sotto la testa.

Il Ragno

Il disgusto che viene ispirato da quest’insetto nasce senza dubbio dalla falsa idea che si ha che sia velenoso, quanto dalla forma che in effetto ha in se qualche cosa di ributtante. Questo disgusto giunge in alcune persone fino all’antipatia che niuna cosa può superare.

La maggior parte si costruiscono una tela composta di fila, che traggono fuora da alcuni piccoli tubercoli. La materia di queste fila è formata da un liquore sommamente limpido, che acquista della solidità quando sente l’aria.

I Fagioli

a semenza dei fagioli può essere considerata come l’uovo del vegetale, perché contiene in sé la pianta che deve nascere e non aspetta che il calore e l’umidità del terreno per uscire dal suo inviluppo.

Appena il calore e l’umido arrivano al germe che si trova al suo interno (pianticella) incomincia a germogliare, la radice si dirige verso il centro del terreno e il piccolo germoglio verso la superficie.

I vegetali sono sottoposti ad una specie di ‘sonno’: le foglie e i fiori si chiudono in determinati orari, secondo una cadenza che viene detta Orologio di Flora.

La Dionea

Una pianta offre un esempio curioso  è la Dionea, che ha i lobi delle foglie aperti ed estesi come quelli degli altri vegetabili, ma se accade che se una mosca o un altro insetto si posi sopra una di dette foglie i lobi si avvicinano immediatamente  e si chiudono. L’insetto rimane preso tra le due parti delle foglie che sono provvedute di piccolissime spine sottili ed acute oltremodo.

Quante sono le piante?…

I botanici sono arrivati a catalogare e descrivere circa 25.000 piante, il che dimostra sia la pazienza degli studiosi, sia l’interesse suscitato dalla botanica.

…e quanto vivono?

Alcuni vegetali sono chiamati piante annuali o di due anni, altre come gli arboscelli, gli arbusti e gli alberi la cui vita si prolunga qualche volta al di là di 400 anni.

L’Alloro

Questa pianta, le di cui foglie sono sempre verdi, e che generalmente ha nei giardini e negli orti la grandezza di un arboscello, ha un profumo assai grato che diversi adoprano in qualche salsa. Ma il più nobile attributo è quello di servire da ricompensa, ed ornare la fronte dei vincitori e dei poeti.

Carciofi
e Ciliegi

Lo sapevi? I carciofi si moltiplicano ordinatamente, staccando i piccoli piedi che nascono tutti gli anni staccati dal piede principale. Mentre dalle ciliegie, che i giovani conoscono abbastanza, si ottiene anche un vino e un’acqua vite stimatissima, conosciuta con il nome di Kirch-wasser.

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